Il racconto di un’esperienza di formazione.

E’ passato veramente troppo tempo dall’ultimo post: un tempo che ho vissuto convulsamente tra scrutini, schede di valutazione, registri da compilare… ma soprattutto  assorbita nella progettazione di tre giornate di formazione per le mie colleghe e i miei colleghi di Circolo.

Ieri e oggi ho avuto l’onere e l’onore di tenere, come formatrice, due lezioni sull’uso della LIM e le tecnologie digitali nel mio Circolo Didattico: impegno per me del tutto nuovo, che potete ben immaginare ha sottratto tantissime energie alla mia presenza nel villaggio.

Ma il villaggio (o laboratorio come adesso si chiamerà) ormai è dentro di me e lo ritroverete anche nel mio lavoro di presentazione: le prime slide sono dedicate ad alcune citazioni del prof. Andreas che mi hanno molto colpito tantissimo:

I giovani oggi si servono della tecnologia con grande disinvoltura, al punto da vivere due vite parallele, una reale e l’altra virtuale, una di qua e una di là.
È un fatto; come è un fatto che scuola e famiglia, salvo eccezioni, siano rimaste di qua.
E se in senso lato il compito della scuola è quello di educare ad abitare consapevolmente e produttivamente nel mondo, è evidente che ci troviamo di fronte ad un problema, perché la scuola ignora una buona metà del mondo nel quale, di atto, le nuove generazioni già abitano.”

In termini di competenze poste a traguardo del laboratorio, l’obiettivo è quello di operare un ribaltamento dell’atteggiamento degli insegnanti nei confronti della tecnologia: non più un problema da inseguire bensì una risorsa preziosa per educare i giovani ad abitare consapevolmente il mondo in cui vivranno, fisico e virtuale.

Come ben argomenta il prof “Obiettivo primario dunque è che gli educatori imparino ad abitare e a lavorare in questa nuova parte di mondo.”

Ed io ho cercato di improntare il mio intervento di formazione su queste parole.

Mi piace molto come il prof si prende cura di noi, nonostante  il numero degli iscritti sia così grande. Ho ricevuto tanto da questo MOOC e continuerò sicuramente a ricevere più di quello che ho dato: nella mia esperienza di formatrice ho cercato anch’io di dare il mio piccolo contributo affinchè altri docenti possano approcciarsi alle tecnologie senza timori e senza ansie da prestazione.

Così ho pensato di approntare le mie lezioni dividendole in due parti: la prima teorica e l’altra laboratoriale. Due giorni di formazione sono stati veramente pochi,  forse ho ecceduto nella quantità di informazioni che ho rovesciato addosso ai poveri malcapitati e qualcuno me lo ha fatto gentilmente notare 🙂 ).  Ma tale era l’entusiasmo di raccontare quello che ho imparato in questi anni di formazione, che forse ho caricato la prima parte, quella teorica, in cui ho relazionato la mia presentazione.

 

Le colleghe hanno mostrato  invece di apprezzare moltissimo la seconda parte in cui ho predisposto attività di laboratorio. Quella che il prof Andreas chiama la bottega artigiana, dove il maestro mostra come fare e guida l’apprendista a muovere i primi passi nella costruzione dell’artefatto.

Così ho provato a fare: ho mostrato loro la procedura ed ho richiesto di provare a condividere file su Google Drive, Piratepad e Dropbox: circa 15 fra computer portatili, tablet e smartphone connessi su cui lavoravano a gruppi una quarantina di maestre che si scambiavano file e indirizzi di posta elettronica, e scrivevano a più mani su un solo foglio!

Abbiamo lavorato in un’atmosfera serena e divertente, da ultimo giorno di scuola con scherzi e battute che sono riuscite a far dimenticare anche il caldo. Ho visto  andare via le colleghe con il sorriso, alcune mi hanno salutato chiedendomi di continuare a settembre, altre mi hanno detto che adesso finalmente sanno a chi rivolgersi quando avranno dei problemi con il computer (non so se era un complimento oppure una specie di minaccia :-))  .

Per me un successo, una vera soddisfazione, una cosa impensabile fino a pochi giorni fa, quando ancora faticavo a ottenere risposta ad un questionario di ingresso e qualcuno sicuramente agognava l’ombrellone al posto della formazione.

Venerdì mi aspetta l’ultimo giorno di formazione in cui penso di presentare un questionario finale sul gradimento del corso: vedremo come andrà a finire…

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Informazioni su lamaestramanu

Insegnante di scuola primaria
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6 risposte a Il racconto di un’esperienza di formazione.

  1. anna mooc ha detto:

    Complimenti!
    Deve essere stato molto gratificante

  2. soudaz ha detto:

    Bello, anche per l’entusiasmo che si respira leggendoti.
    Penso che il trucco sia proprio questo: entusiasmo e piacere nel condividere.
    Ciao e complimenti
    Costantino

    • lamaestramanu ha detto:

      Grazie per i complimenti,Costantino, concordo con te, credo che il bello delle tecnologie sia proprio questo: mi piace davvero condividere quello che ho imparato e sono felice di riuscire a trasmettere il mio entusiasmo!

  3. Andreas ha detto:

    Bello! Grazie 🙂

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